GENTILISSIMA | L'esclusività della funzione parlamentare e di governo

Venerdì 30 Aprile 2021
un c'è trippa pe' gatti". Si racconta che usò questa espressione Ernesto Nathan, Sindaco fra i più illuminati nella storia della Capitale, e non solo, per spiegare le ragioni che lo avevano indotto a cancellare di suo pugno dal bilancio comunale la voce di spesa prevista per l'acquisto delle frattaglie destinate al sostentamento dei gatti del Campidoglio. Se la loro funzione, e missione, è quella di difendere le carte custodite negli archivi catturando e mangiando i topi, esclamò, che si sfamino con quelli.Storia o leggenda che sia (Nathan, per quanto naturalizzato italiano, era di lingua madre inglese, un po' diversa dall'idioma romanesco) mi è venuto in mente questo aneddoto pensando alla violentissima polemica di questi giorni fra l'avvocato Anna Macina, sottosegretario cinquestelle alla Giustizia, e l'avvocato Giulia Bongiorno, senatrice della Lega, con coinvolgimento delle rispettive tifoserie.La prima ha dichiarato che sarebbe grave se si utilizzasse per fini politici una vicenda (video del figlio di Beppe Grillo e dintorni) in cui non si capisce se Giulia Bongiorno parla da difensore o da senatrice che passa informazioni al suo capo di partito di cui è anche difensore.La seconda ha reagito furibonda, definendo "accuse infamanti, del tutto fantasiose, da immediate dimissioni, che finiranno in tribunale" le parole della prima.Insomma, non le solite baruffe chiozzotte fra politici, ma uno scontro con possibile ricaduta istituzionale e giudiziaria.Si sarebbe potuto evitare? Certamente sì, se fosse stata data una risposta normativa ragionevole al tema antico, ma mai adeguatamente affrontato, della "esclusività" della funzione parlamentare e di governo (anche a livello regionale) rispetto a qualsivoglia altra attività di lavoro, persino quando non direttamente remunerata.Compatibilmente con l'evoluzione pandemica, c'è un processo riformatore da avviare prima possibile nel nostro Paese, che riguarda per un verso la ripresa economica e l'uso più appropriato delle risorse europee in arrivo, per l'altro la pubblica amministrazione, la giustizia, la legge elettorale, il rapporto Stato/Regioni e quello fra assemblee elettive e rispettivi governi, la sanità pubblica e il suo rapporto con quella privata, le politiche attive per il lavoro, il welfare. In questo quadro si inseriscano anche, anzi si dia una corsia privilegiata, al conflitto d'interesse e all'incompatibilità assoluta fra ruolo parlamentare e di governo nazionale e regionale e attività d'impresa e di lavoro, compreso quello di conferenziere in giro per il mondo.Quelli degli onorevoli Niccolò Ghedini, avvocato, e Antonio Angelucci, imprenditore della sanità privata ed editore, accreditati di un tasso di assenteismo parlamentare altissimo, sono casi limite, difficilmente replicabili (si spera) in futuro. Tuttavia, quante altre situazioni è possibile trovare nel Parlamento nazionale e nei Consigli regionali di eletti che non svolgono appieno, o quasi per niente, la funzione per la quale ricoprono quel ruolo?E' lecito chiedere alle forze politiche maggiore avvedutezza nella scelta dei candidati da "eleggere" in Parlamento o nei Consigli Regionali, tenendo conto anche di come e quanto hanno operato in precedenza, e non solo di logiche altre?Peraltro, la riforma della politica, dei Partiti, e dei meccanismi di formazione delle classi dirigenti e delle rappresentanze istituzionali è ancor più di stretta attualità oggi, alla luce sia della riduzione del numero dei parlamentari, sia del clamore mediatico e delle ricadute politiche - presenti e future - in capo al video ultimo di Beppe Grillo.Sul quale è stato scritto e detto di tutto e di più. Senza che, almeno da parte di chi scrive, sia stata trovata una risposta credibile, convincente, plausibile a una semplice domanda: che cosa può avere spinto un grandissimo esperto di comunicazione, un seguitissimo e carismatico leader politico, capace di costruire dal nulla e guidare un movimento destinato a divenire nel giro di pochi anni l'azionista di maggioranza del governo in carica, insomma%u2026uno così a rendersi inviso all'universo mondo con un video che più tafazzista non si può?Non solo nei confronti di sé stesso, di suo figlio, della sua famiglia, ma anche di una gran parte dello stesso movimento di cui è (era) il capo indiscusso.Quelli "colti" hanno parlato di eterogenesi dei fini, cioè di conseguenze non volute, né preventivate o semplicemente ipotizzate, di una reazione non ragionata ma emotiva, indotta dall'ansia paterna di offrire difesa e protezione contro attacchi esterni divenuti insopportabili, e pericoli imminenti cui opporre resistenza contrattaccando.Tutte motivazioni non trascurabili, che tuttavia non reggono la logica di quanto oggettivamente accaduto.Infatti, nei quasi due anni trascorsi da quel tempo di luglio 2019, comunque triste per tutti a prescindere da come la vicenda si concluderà sul piano giudiziario, nessun mostro è finito in prima pagina ma - le volte che ne hanno parlato - solo articoli nelle pagine interne dedicate alla cronaca giudiziaria; nessun processo mediatico; modalità dell'inchiesta e comportamento ineccepibili da parte del giudice inquirente, che ha sempre usato massima discrezione e riservatezza, con nessuna fuga di notizie o documenti riservati dati in pasto alla pubblica opinione; silenzio assoluto, decoroso, e nessun cedimento alle lusinghe mediatiche da parte delle presunte vittime e delle loro famiglie; massimo rispetto e assenza assoluta di polemiche e/o strumentalizzazioni persino da parte dei tanti che qualche buona ragione pure l'avevano  maturata per cedere alla tentazione di togliersi la pietruzza dalla scarpa.Insomma, nulla di minimamente paragonabile al discutibilissimo trattamento riservato a tanti altri protagonisti della politica italiana. Fra i quali Ottaviano Del Turco, al quale va tutta la mia solidarietà personale, politica e morale, e non solo per le drammatiche condizioni di salute.C'era, dunque, solo da aspettare che la giustizia facesse il suo corso. E, nel frattempo, "quieta non movere et mota quietare", come da motto popolare, mai come in questo caso da seguire a prescindere.E' stato fatto esattamente l'opposto. Perché? Solo il diretto interessato potrà risolvere l'enigma, se e quando vorrà farlo.Per ora non ci resta che la suggestione. Come quella che evoca il Saturno che divora i propri figli, il celebre dipinto di Francesco Goya, la cui immagine lo stesso Beppe Grillo pubblicò alcuni anni fa sul suo blog, come allegoria delle vecchie classi dirigenti che avevano - secondo il messaggio veicolato - divorato e inghiottito il futuro delle nuove generazioni.O quella del protagonista di una tragedia greca. L'Edipo di Sofocle, per esempio. Che uccide un uomo senza sapere che era il suo padre naturale. Libera Tebe dalla oppressione della Sfinge, provocandone il suicidio dopo averne risolto con geniale acume l'enigma. Per gratitudine dai Tebani è proclamato principe, quindi re dopo aver sposato la regina e averne ottenuto 4 figli. Senza sapere che la madre dei suoi figli era anche sua madre. Alla fine, scoperta la verità per rivelazione dell'oracolo di Delfi, la madre/moglie si suicida, mentre Edipo si cava entrambi gli occhi con la cintura della sposa oramai morta.Solo suggestione, naturalmente, nessun collegamento con Beppe Grillo.E tuttavia, lo ammetto, la faccia urlante, stravolta, straripante di rabbia mista ad angoscia, impressa in quel video mi è rimasta nella mente e nella coscienza. Come il protagonista di una tragedia greca, appunto.
Elena Gentile