La proposta di Pasquale Morra: ''Cerignola sia riconosciuta come Città di Maria''

Martedì 14 Settembre 2021
Il riconoscimento di Cerignola come Civitas Mariae perché venga suggellato anche formalmente il forte attaccamento dei cerignolani alla Madonna e perché sia un monito costante all'etica e alla responsabilità. La proposta arriva dall'ex assessore al Patrimonio, all'arredo Urbano e Smart City del Comune di Cerignola, Pasquale Morra, oggi candidato al consiglio comunale nella lista Metta Sindaco.

"La devozione mariana della città di Cerignola, fonte di un diffuso, radicato e costante sentimento comunità cerignolana verso la figura di Maria Santissima di Ripalta, ha origini molto antiche, che risalgono al 1172 e che trovano ampia documentazione non solo in riferimenti storici, artistici e architettonici, ma anche in numerose pubblicazioni di studiosi locali e storiografi insigni. L'immagine e i significati che porta in sé questa nobile Figura si trasformano in valori universali capaci di unire i tempi e le epoche di chi le ha vissute", spiega Pasquale Morra.

"Il prossimo Consiglio comunale, di concerto con la cittadinanza e le istituzioni religiose, provveda a deliberare l'inizio dell'iter che porterà al riconoscimento di Cerignola come Città di Maria 'salvaguardando il sentimento religioso della stragrande maggioranza dei cittadini cerignolani nel rispetto di quelli che sono i veri valori cristiani'".

"La nostra amministrazione - qualora fosse eletta alla guida della città di Cerignola e ottenesse il consenso delle massime istituzioni religiose - chiederà pertanto al Consiglio comunale il riconoscimento civile del titolo 'Civitas Mariae' al fine di invitare la comunità cerignolana, oltre che ai riconoscimenti formali, a uno spirito civico che sappia guardare con speranza alla costruzione di un futuro all'insegna dell'etica e della responsabilità", osserva Morra.

"E' un richiamo forte che coinvolge noi in prima persona, ma più in generale la classe politica, le istituzioni pubbliche e religiose, affinché, come propugnato dal vescovo mons. Renna nell'ultima omelia dell'8 settembre, vi sia un impegno forte e concreto - auspica Morra - a operare con responsabilità per il bene della 'res publica' all'interno di un orizzonte ideale a cui la 'Civitas Mariae' deve necessariamente tendere".

"A noi, pertanto, spetta l'onere e l'onore di lavorare con umiltà, sacrificio, impegno responsabile e onesto, capacità di dialogo e spirito costruttivo, perché le nostre comunità non smettano di crescere come città solidali, accoglienti, aperte e generose", conclude Pasquale Morra.