NON E' FRANCESCA | Il ruolo dei Comuni nel nuovo municipalismo

Venerdì 6 Agosto 2021
Partiamo dal presupposto chiaro: la legge statale vigente prevede che ogni Comune debba avere esattamente le stesse identiche competenze. Quindi Milano e Celle di SanVito (Comune con 150 abitanti in Provincia di Foggia) sono formalmente pressochè uguali: in estrema sintesi Milano avrà solo qualche consigliere in più. Non possiamo non osservare  questa enorme assurdità.

Ci troviamo di fronte a un fenomeno - lo spopolamento dei piccoli Comuni - di dimensioni certamente non trascurabili, stante il numero di Comuni coinvolti, da richiedere alla politica risposte all'altezza della gravità del problema. Purtroppo, siamo costretti a registrare un colpevole ritardo in merito a misure concrete, per risolvere adeguatamente le tematiche in discussione. Oltre la legge n.185 del 2017 sulla valorizzazione dei borghi, niente. Occorre ripensare a nuove formule politico-amministrative attraverso cui amministrare queste microrealtà. I piccoli Comuni costituiscono una grande ricchezza per il nostro Paese grazie al senso di identità che continuano a trasmettere nel tempo e ai valori di solidarietà che li animano e per la testimonianza del valore dell'autogoverno; una ricchezza che necessita di essere salvaguardata, pena la sua definitiva perdita. Questo patrimonio di cultura, di tradizione e di esperienza ha bisogno di essere valorizzato così da metterlo nelle condizioni di rispondere più adeguatamente ai bisogni dei cittadini; ecco perché riteniamo necessario superare definitivamente la logica legata alla difesa a oltranza degli "interessi particolari".

Contro il declino demografico e, conseguentemente, economico-sociale di tanti piccoli Comuni si deve reagire con opportune e adeguate riforme legislative: il loro accorpamento è una strada possibile sulla quale discutere seriamente. Una strada in grado di garantire il loro necessario sviluppo nel rispetto dei principi costituzionali di economicità, efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa dei pubblici poteri.Il numero dei Comuni polvere è destinato a crescere ogni giorno di più divenendo un vero e proprio problema che necessita, a causa della sua conclamata estrema criticità, di un attento esame e di un altrettanto nostro intervento come legislatori. La politica italiana sul tema non tiene il passo della società, presa dalla palude dei suoi meccanismi ordinari, non riesce a dare idonee soluzioni. Con il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, il padre nobile di questa grande battaglia politica e sociale, proviamo a riprendere il filo del discorso interrotto, recuperando alla Politica il ruolo che le compete di trovare la soluzione dei problemi del Paese. Al di là di ogni altra considerazione, quando la popolazione residente di un Comune non solo non raggiunge una soglia minima, ma addirittura registra una costante riduzione che si protrae per alcuni decenni, scendendo in molti casi a poche decine di abitanti, è chiaro che risulta estremamente difficile continuare a parlare di "Comune". 

Nonostante ciò, anche in queste micro realtà sono per legge chiamati a operare gli stessi organi di un Comune medio grande: sindaco, Consiglio, Giunta ai quali vanno almeno aggiunti, tra gli altri il Revisore dei Conti, il segretario comunale, il responsabile dei servizi finanziari, ecc..

Una riflessione politica aperta che attraverso le colonne de "L'Attacco" spero si possa fare in maniera costruttiva e soprattutto utile davvero per il bene comune dei cittadini.

Francesca Troiano