CONFLITTI | Non solo Iaccarino&Co, le zone oscure di Landellopoli

Martedì 6 Luglio 2021
La settimana scorsa ho scritto per questa rubrica la prima parte di un'analisi di più ampio respiro ed a mente più fredda dello tsunami che ci ha travolti in città. Partendo dall'inquietudine generalizzata rispetto alla possibilità di nuove elezioni mi soffermavo sul ruolo rieducativo che può avere un lungo commissariamento per il tessuto urbano e sociale e per slegare i tanti rapporti parassitari e clientelari con l'imprenditoria locale. Il sistema venutosi a creare negli anni infatti andava ben oltre i singoli casi corruttivi che troveranno dibattimento in sede processuale. Alla fine è qui che volevo arrivare, addentrarmi nelle zone oscure di Landellopoli e che rischiano di restare appese nell'ambito dell'immaginazione rispetto al livello di degrado sistemico raggiunto. A riguardo mi ha dato molto a riflettere un'intercettazione del manager Luca Azzariti (la presunta vittima di concussione da parte del Sindaco) che si è lasciato andare ad un vero e proprio trattato di sociologia criminale su Foggia. 
Nella sua posizione di giocatore esterno ha detto: "Purtroppo è una città stretta nella spirale di un sistema criminale. La città è inginocchiata su se stessa, schiacciata dal peso di questo sistema che è composto da politica, imprenditori e tecnostruttura del Comune e ciascuno è funzionale ai disegni criminali dell'altro, perché sono criminali. Cioè un'amministrazione comunale concussiva nella quale se un privato cittadino estraneo a quel sistema decide di intraprendere una iniziativa nel Comune di Foggia, inizia ad essere vessato dalla tecnostruttura, perché poi ti devi andare a sedere di fronte devi andare a trattare qual è l'obolo che devi pagare. La politica idem, anzi la politica si spinge anche oltre viene lei direttamente a chiedere gli altri imprenditori. capricciosi, pigri e dispettosi che si mettono a fare ostracismo alle proposte degli altri perché come si dice non sanno fare, non vogliono fare e non vogliono far fare e la città purtroppo non vedrà mai la luce ed è destinata a spegnersi. E' già spenta perché adesso la consorteria criminale composta dagli ex costruttori definita il 'business del mattone' si ricicla nella attività dei servizi pubblici pur non capendone uno stracazzo di niente dà alla politica il soldo foraggiano le campagne elettorali con migliaia di euro. [...] L'amministrazione incarnata nella persona del Sindaco, uno dei più grandi tangentisti, corruttori e concussori della storia repubblicana. Io queste cose le studio perché poi mi chiameranno a motivare."   
Ad essere colpita per ora è stata la parte più volgare e chiassosa, ovvero "la politica", ma gli altri due macro-soggetti protagonisti di questa triade così descritta non ne stanno uscendo particolarmente intaccati. Nelle intercettazioni mentre i consiglieri più sempliciotti (Capotosto e Iacovangelo per esempio) parlano esclusivamente del "mangime" (la loro piccola quota di tangente per votare) e della mille euro in più o in meno che si sono ritrovati, il più "esperto" Bruno Longo si lascia andare in diversi momenti a discorsi di più ampio raggio indicando chi siano gli imprenditori che a Foggia vincono sempre tutti gli appalti e che sistema di potere abbiano creato. Sul caso Tonti (la corruzione di Sindaco e consiglieri di maggioranza alla base degli arresti eseguiti) ad esempio non si sofferma tanto sulle tangenti pagate, ma su chi sia il reale finanziatore delle stesse e sul fatto che sia addirittura venuto meno il principio di pubblica utilità delle opere pubbliche in questione. L'approvazione dell'accordo di programma comporta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle medesime opere, tale dichiarazione cessa di avere efficacia se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni. Nell'ordinanza di arresto di Landella si legge che il Tonti, evidentemente per inerzia a lui imputabile, nel 2020 non aveva ancora iniziato i lavori per realizzare il complesso funzionale di fabbricati per servizi e residenze per il quale c'è stata la delibera. "Il cancello è chiuso con le erbacce e gli alberi, non c'è niente" conferma Erminia Roberto interloquendo con Longo. Per cui si sarebbe proceduto con la novazione della durata dell'accordo nonostante non fossero nemmeno iniziati i lavori. Sono questioni di pubblico interesse che prescindono dalla vicenda corruttiva. Chi controllava la messa in opera di quei lavori? 
Come mai con la tecnostruttura si stesse procedendo ad un 5 anni più 5 senza aver verificato lo stato dei lavori? Sono queste le altre zone oscure che vanno oltre il "pollaio" (consiglio comunale) ed il "mangime" (le tangenti). In un'altra intercettazione Iaccarino esplicita direttamente i nomi dei dirigenti che a suo dire sono stati "messi lì" personalmente dagli imprenditori beneficiari degli appalti. Amici posizionati in uffici strategici e stabilizzati con contratti a tempo indeterminato. E' dunque limitativo e miope concentrarsi sul fatto corruttivo in sé tralasciando tutto questo enorme sottobosco che, se verificato, di fatto determinava le sorti della città. Dalle intercettazioni pare emergere un sistema tentacolare che si dirama in tante aree della gestione pubblica e che presenta vicende parallele e di secondo piano (ma non meno gravi) che probabilmente non troveranno giustizia in un'aula di tribunale. Anche la cosa più sciocca come una semplice gestione dei buoni alimentari durante l'emergenza Covid pareva diventare sistema criminoso. Alla nostra memoria collettiva di lunghe file di persone in pieno Lockdown davanti il Municipio (cosa che non avveniva in nessuna altra città) si aggiunge infatti il racconto di Iaccarino che da intercettato dice ad Azzariti: "Mi devi dire tu! Mi devi dire tu, i dati sensibili delle famiglie foggiane bisognose nome cognome indirizzo data di nascita e numero di telefono, perché sono nelle mani della signora Daniela e Michaela Di Donna, le quali contattano direttamente le famiglie cioè io devo contattare contatto a te signor Luca Azzariti? Si sono io! È lei, deve ritirare il buono spesa! Può venirlo a ritirare, non ai servizi sociali, ma all'ufficio gabinetto del Comune. Vanno là e oh ricordati! Ma che siamo pazzi! Ma di che stiamo parlando! E secondo Landella tutto questo è legittimo! Pensa che il mondo gira tutto intorno a lui!". 
Queste parole raggelanti farebbero presupporre un sistema di clientelismo e controllo delle famiglie bisognose della città, una chiamata diretta a tu per tu che trasformava una misura del Governo in gestione ai Comuni, che avrebbe richiesto trasparenza e regolarità, in un metodo di vassallaggio feudale e perverso. Andrebbe interpellata anche l'ex Assessora alle Politiche Sociali e alla Famiglia Raffaella Vacca che abbandonò la nave prima che affondasse per "motivi personali" e che pare fossero moltissime le cose per lei indigeste nel rapporto col Sindaco. Gli inquirenti hanno descritto nero su bianco di una tendenza abituale a delinquere da colletto bianco del Landella, sempre e comunque pronto a mercificare il suo potere. Anche per il famoso "Concorso al Comune" pubblicizzato in pompa magna durante la campagna elettorale delle regionali pare che fossero già partite delle telefonate, anzi delle televendite con tariffario, ma i miei sono rumors, indiscrezioni da racconti popolari. Serve davvero che si vada a fondo con le indagini e che le stesse si allarghino. La città ha bisogno di risposte anche se ulteriormente dolorose. Se verificato e necessario venga apposta anche la pesante etichetta delle infiltrazioni mafiose e la commissione provveda allo scioglimento in tal senso, ma è viscerale ormai il bisogno di verità. Senza di essa non si potrà voltare pagina e ripartire in maniera definitiva, e si verificherebbe un semplice e gattopardesco riposizionamento di interessi e pacchetti di voti.
Francesco Strippoli