KULTURKRITIK | Il cibo è una cosa seria, va vissuto con consapevolezza

Martedì 3 Agosto 2021
Come ben sappiamo il cibo sano nutre il corpo, permette il corretto funzionamento degli organi, e funge da carburante per noi esseri umani. Se mangiamo male e in modo scorretto con il tempo il corpo invierà dei chiari segnali di sofferenza, che in casi gravi si trasformano in vere patologie. Lo stesso principio può essere applicato anche quando parliamo di "nutrimento dell'anima". 

Tutto quello che noi percepiamo dal mondo passa attraverso i nostri sensi, e la mente è un po' come un secondo stomaco, che digerisce ciò che noi apprendiamo dall'esterno, trasformandolo in emozioni e sensazioni. A nutrirci non è solo il cibo, ma sono anche le immagini, i suoni, gli odori.. e se queste percezioni sono negative, se lo sono quasi quotidianamente allora è chiaro che - così come per il corpo se il cibo non è sano - è molto probabile che la nostra psiche venga compromessa. Non siamo qui per parlare di nutrizione o psicologia, ma per fermarci un attimo, riflettere, e farci qualche domanda. Di cosa si è nutrita oggi la mia mente, la mia anima? Basta accendere la Tv per cominciare la giornata con immagini di odio, drammi, guerre, per poi continuare forse a lavoro e a casa, tra mille problemi, ansie, traffico, puzza di smog, fumo, caos. Se questo è il nostro nutrimento quotidiano, allora non stupiamoci se ci sentiamo spesso afflitti, depressi, apatici. Siamo denutriti, carenti di quella bellezza che "salva il mondo" e che avrebbe salvato noi. Anche la mente ha bisogno del suo cibo per stare bene, ma spesso sottovalutiamo questo aspetto della nostra vita, basterebbe chiedersi quanti minuti al giorno passiamo a denti stretti e quanti a sorridere e gioire. 

Questo non vuol dire che la sofferenza va del tutto evitata o che esistono formule magiche o manuali per una vita felice. Si parla di consapevolezza del proprio tempo, di come lo passiamo, di come lo viviamo e di come lo consumiamo, dietro quel "come" possiamo trovare le risposte ad alcuni "perché". Corpo e mente si nutrono e noi siamo ciò che mangiamo. In un articolo precedente sulla scarsità del verde urbano a Foggia, ho accennato ad una ricerca scientifica che ha dimostrato come una buona quantità di verde non basta se questo è malcurato, poiché la visione di una zona degradata influisce negativamente sulla mente delle persone. Questo fa capire come le immagini che ci giungono dall'esterno influenzano anche il nostro stato vitale. Il principio è lo stesso, valido per ogni esperienza che facciamo, anche la più piccola, la più banale. Ugualmente, le relazioni che viviamo ci nutrono, e soffermarsi sulla qualità dei rapporti che abbiamo con gli altri può dirci molto di noi stessi. I nostri sensi sono assopiti e allo stesso tempo alterati da "iniezioni giornaliere" di esperienze prive di bellezza e amore. 

Anche il concetto di vacanza ci dice molto sulle nostre vite, concepita come una "fuga" dalla realtà, quella che viviamo ogni giorno tra stress ed emozioni negative, diventa dunque necessaria una evasione, lontano da tutti, dal lavoro, dalla città, alla ricerca di un po' di felicità in pillole. Ma la fuga è una distrazione, sicuramente meritata, ma non è la soluzione ad una realtà che va assolutamente trasformata, già dal risveglio, gestendo con consapevolezza la propria giornata, diventando artisti del divenire. Ciò che mangiamo, vediamo, ascoltiamo, sentiamo contribuisce all'equilibrio del corpo e della mente, e la qualità della vita dipende anche da come decidiamo di vivere. Per giungere a questa consapevolezza e compiere le giuste scelte di vita è necessario che gli uomini e le donne abbandonino il ruolo di comparse passive per diventare i protagonisti attivi della propria esistenza. 

Simona Regina